comunità giacomo cusmano
 
Presentazione
Foto Comunità Giacomo Cusmano

La Congregazione Femminile delle Suore Serve dei Poveri, è stata fondata a Palermo nel 1880. Sin dagli inizi, l’Istituto ha perseguito fini di Assistenza e Beneficenza, ordinati secondo lo spirito del Fondatore, il “Beato Giacomo Cusmano”, verso le emergenze sociali più problematiche che man mano si sono evidenziate in seno alla Chiesa e nella Società Civile. Nello spirito di tale costante tradizione, l’Istituto ha messo a disposizione il suo contributo nella lotta contro le tossicodipendenze, poiché nelle vittime di ogni problema sociale, il Fondatore, ha abituato le Serve dei Poveri a riconoscere persone emarginate ed offese nella loro dignità di figli di Dio e di membri della Società. A tutti e a ciascuna delle persone coinvolte nel Programma Terapeutico, l’Istituto offre l’opzione terapeutica prevista ed ispirata dalla tradizione cattolica e sociale del nostro Paese, mediante ed illuminata dal Magistero della Chiesa.

Tale opzione viene realizzata in base alle normative nazionali e regionali ed in piena integrazione con i programmi delle strutture pubbliche. Un costante sforzo di adeguamento ai mezzi ed alle tecniche socio-sanitarie moderne, all’evoluzione delle problematiche legate all’abuso delle droghe è il denominatore comune del Progetto Psicoterapeutico Giacomo Cusmano. Nello svolgimento del Programma, la “Congregazione delle Suore Serve dei Poveri”, si impegna a rispettare i fondamentali diritti della persona e ad evitare in tutte le fasi del trattamento, ogni forma di costrizione, garantendo la volontarietà della permanenza nella struttura e contemporaneamente operando in modo fattivo nei confronti dei soggetti interessati, affinché non desistano dalla partecipazione al programma.

La nascita della Comunità Psicoterapeutica G. Cusmano

Da sempre il mondo della Chiesa si è dedicato con particolare attenzione alla sofferenza dell'uomo. In questa ottica Madre Laura Gaeta, allora Superiora Generale delle "Suore Serve dei Poveri" e Suor Maria Gabriella, Sua Consigliera Generale, sentirono l'urgenza di aprire le braccia ai giovani che si aggiravano attorno alla loro casa di Roma con il volto segnato dall'angoscia per aver perduto la voglia di vivere e che si portavano dentro una grande sofferenza. Affidandosi alla Provvidenza e al loro slancio umanitario, quasi irresponsabile, poiché di quel disagio e di quel mondo non conoscevano nulla, convinte però che ciò rientrava nello spirito e il Carisma del loro Fondatore, hanno deciso con il parere del Consiglio Generale e l'intesa dell'intera Congregazione consultata nel capitolo di far qualcosa per i giovani e le loro famiglie emarginate da una società protesa verso "l'avere". Dalla decisione teorica sono passate all'esecuzione pratica ed alle prime grandi difficoltà: creare una struttura, allestirla e renderla accogliente per l'ingresso dei primi ragazzi. Grandi furono l'emozione e l'entusiasmo nel vedere giorno dopo giorno ragazzi che erano entrati con sguardi spenti, persi nel vuoto, acquistare voglia di vivere e speranza nel domani. Da quell'entusiasmo è nato un concetto, quello della centralità dell'uomo: Qualsiasi vita non ha un prezzo materiale, riuscire a tirar fuori dal tunnel della droga anche un solo ragazzo, ripaga a pieno dagli sforzi, dalle fatiche e dalle energie che vengonospese.

Il 18 Agosto 1991, quindi, la Congregazione delle Suore Serve dei poveri, decise di intraprendere una nuova sfida che riguarda il disagio giovanile e la Tossicodipendenza, sintomi di povertà delle società più evolute e civilizzate, vittime della modernizzazione e dello sfrenato consumismo, cultori dell’avere a discapito dell’essere. L’iniziativa fu denominata “Progetto Psicoterapeutico G.Cusmano”.

La metodologia scelta per svolgere questo Programma fu quella del Progetto Uomo, poiché più delle altre rispecchiava in parte i principi ed i valori del carisma della Congregazione.

La sede Operativa della Comunità per il recupero di Tossicodipendenti o Alcolisti è: Via Giacomo Cusmano n.° 28, 00061- Anguillara Sabazia (RM). E' registrata come Ente Ausiliario della Regione Lazio e riceve Ragazzi o Ragazze provenienti dalla Regione Lazio e altre località. Vedi pag.  dove siamo 


Obiettivo: aiutare il giovane a raggiungere un equilibrio tra sentimento e ragione, all’interno di un ambiente educativo, le cui leggi si chiamano: onestà, responsabilità, rispetto di se e degli altri, fiducia, partecipazione. Il programma di recupero è considerato un vero e proprio progetto educativo, un’esperienza profonda di conoscenza di se, di educazione alla libertà, di condivisione fraterna e ferma con gli altri, di sviluppo di energie vitali finora sepolte. Si parte dalla certezza: dalla droga si può uscire ma non da soli. Il progetto pone l’attenzione sull’uomo che sta dietro il sintomo droga, su quell’uomo ”con un problema in più”. Questo modo di affrontare la situazione, ne modifica l’interpretazione e l’approccio. La sostanza è solo il sintomo di un malessere. Solo uno degli aspetti emergenti di quell’ampio fenomeno denominato disagio giovanile. L’effetto più vistoso dell’emarginazione strutturale che caratterizza i giovani di oggi è la perdita di senso, il sentimento di inutilità, la paura. L’incontro con la droga, che sia il mercato legale (farmaci, alcolici) sia quello illegale, offre un anestetico alla fatica di vivere, la scappatoia per rimandare ad un eterno domani l’assunzione delle responsabilità della propria vita.